Sanremo 2018: quest'anno pochi gli analfabeti dell'abbigliamento. Il che conferma la buona regola adottata, ossia l'aristotelico "la forma è sostanza"

     (di Giorgio Mendicini) 11 febbraio 2018 - Finalmente si sono visti a Sanremo presentatori, e diversi ospiti, vestiti in modo decente e non da analfabeti dell'abbigliamento! Sì, c'è stata qualche piccola defaillance come pantaloni degli smoking indossati senza bretelle ma con la cintura (orrore!) oppure troppo rastremati in basso, contro ogni regola dell'abito da sera. Ma in generale lo spettacolo è stato piacevole ed esteticamente godibile, sia per gli uomini sia per le donne. Per qualcuno il "classico" è superato, vecchiotto? Vorrei ricordare che il modo di vestire classico è quello proprio della borghesia imprenditoriale, ossia di coloro che hanno "inventato" un sistema economico-produttivo capace di dare benessere all'umanità, come mai nessun altro era riuscito a fare. Il capitalismo ha tanti difetti, anche gravi? Verissimo, ma nessun altro sistema ha dato tante possibilità  agli esseri umani.
      Ed è anche vero che molti nuovi capitalisti sembrano rifiutare il modo di vestire classico della borghesia, con giacca e cravatta, che non è solo un "power suit" ma l'espressione di decine di valori positivi a cominciare da quello del lavoro e della produzione di beni. A partire dalla Silicon Valley sembra che ci sia un rifiuto per il modo di vestire borghese: dal compianto Steve Jobs a Mark Zuckerberg; per passare a Jeff Bezos o a Sergio Marchionne. Ma sono sicuri questi signori di fare bene? Perché mi pare che questo loro "rifiuto" di un modo di vestire colmo di valori positivi corrisponda poi, nella redaltà di tutti i giorni, ad un forte arretramento etico del capitalismo, ad un degrado perfino nel tener conto delle primarie necessità umane dei propri dipendenti. E mi pare che a questo punto torni di estrema attualità la concezione aristotelica per cui "la forma è sostanza"...






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