"Sprezzatura", parola-simbolo di stile italiano da Baldassar Castiglione a Lapo Elkann

John e Lapo Elkann
Nota. Ho inteso ripubblicare questo articolo perché lo ritengo estremamente istruttivo e interessante.
          Prego i lettori di segnalare qualche personaggio che essi ritengano portatore di sprezzatura. 
          Grazie, G.M.

     Roma, 22 febbraio 2017 - La sprezzatura è un termine dell'Italia rinascimentale usato, una delle prime volte, da Baldassar Castiglione e riferito al modo di porsi di un perfetto cortigiano o di un gentiluomo distaccato, raffinato, elegante.  In senso generale, ai giorni nostri la parola indica un "atteggiamento improntato a un senso di superiore distacco, con una gradevole apparenza di spontaneità e di naturalezza"
    Il vocabolario della Treccani così illustra il termine: sprezzatura s. f. [der. di sprezzare1], letter. – 1. a. L’essere, il mostrarsi sprezzante. b. Atteggiamento ostentatamente disinvolto, di studiata noncuranza da parte di chi si sente molto sicuro di sé e dei proprî mezzi: usar in ogni cosa una certa s., che nasconda l’arte e dimostri ciò che si fa e dice venir fatto senza fatica e quasi senza pensarvi (Castiglione); quelli ... che, col solo contegno, con una certa sicurezza nativa, con una s. signorile, parlando di cose grandi con termini famigliari, riuscivano, anche senza farlo apposta, a imprimere e rinfrescare, ogni momento, l’idea della superiorità e della potenza (Manzoni). 2. In senso concr., ciò in cui si manifesta tale atteggiamento: una prosa sorvegliata, con qualche s. di stile.
     Ed ora la definizione tradizionale data dal Castiglione ne Il libro del cortegiano: "per dir forse una nova parola, usar in ogni cosa una certa sprezzatura, che nasconda l’arte e dimostri ciò, che si fa e dice, venir fatto senza fatica e quasi senza pensarvi. Da questo credo io che derivi assai la grazia.” (Castiglione, 1528).
     Ed ecco, infine, come ne parla l'ambasciatore Sergio Romano, in una sua risposta epistolare sul "Corriere della Sera" (4 dicembre 2011) : "La parola sprezzatura può essere usata con significati diversi. Il suo primo significato, nel grande dizionario di Salvatore Battaglia edito dalla Utet, è: «atteggiamento sprezzante, tono di disprezzo verso persone o fatti ritenuti indegni di considerazione e di rispetto »; ma anche alterigia, boria, burbanza, negligenza, trascuratezza, mancanza d’impegno. Il suo significato più nobile e interessante, tuttavia, è quello con cui fu utilizzato da Baldassarre Castiglione nel passo in cui l’autore del «Cortegiano» s’interroga sulle principali virtù dell’uomo di corte e di mondo. Dopo lunga riflessione, scrisse di avere individuato «una regola universalissima » valida per «tutte le cose umane che si facciano o dicano (…) e ciò è fuggir quanto più si po (…) la affettazione; e, per dir forse una nova parola, usare in ogni cosa una certa sprezzatura che nasconda l’arte e dimostri ciò che si fa e dice venir fatto senza fatica e quasi senza pensarvi».
      Il «Cortegiano» fu scritto fra il 1508 e il 1516, quando Castiglione viveva alla corte d’Urbino o serviva il duca come diplomatico in Italia e all’estero; ma fu pubblicato nel 1528 presso Aldo Manuzio a Venezia e divenne da allora un grande bestseller europeo. Le sue edizioni inglesi, in particolare, ebbero una grande influenza sulla concezione ideale del gentiluomo: un personaggio ironico e disincantato che nasconde la sua abilità sotto i modi del dilettante e stupisce per l’apparente semplicità e naturalezza con cui risolve problemi difficili o affronta situazioni complicate. Si potrebbe sostenere che lo snob, un personaggio molto caro alla letteratura britannica da Thackeray a Wodehouse, è per qualche aspetto la versione caricaturale del Cortegiano.
      Il significato che Castiglione dette alla parola non è scomparso con lui. Se ne servirono, sempre secondo Battaglia, Torquato Tasso, Giacomo Leopardi, Gabriele D’Annunzio. Se ne servì anche Benedetto Croce che descrisse Vittorio Emanuele II con queste parole: «Aveva serbato non poco del vecchio re di razza, la qual cosa conferiva al suo prestigio presso il popolo, che trovava rispondente al suo concetto di un re il suo aspetto e piglio soldatesco, il suo abito di gentiluomo di campagna e cacciatore, la franchezza e la sprezzatura dei suoi modi».
     Ancora una osservazione. Nel dizionario francese-italiano di Raoul Boch, edito da Zanichelli, nonchalance è tradotto in italiano anche con noncuranza e indifferenza, due qualità che richiamano alcuni caratteri della sprezzatura".
     E da qui, concludiamo noi, si giunge poi alla sprezzatura di un Giovanni Agnelli e, oggi, dei suoi nipoti John e Lapo Elkann. (Giorgio Mendicini)

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